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Umbria

Il cuore verde dell’Italia tra luoghi mistici e di riflessione propone una serie di produzioni storiche, di nicchia e pregiate: il farro, le lenticchie, le patate, i salumi , i formaggi locali e ... lo zafferano.

Zafferano di Città della Pieve

La produzione di zafferano nel territorio di Città della Pieve
Il più antico riferimento al commercio di zafferano nel Territorio di Città della Pieve è la citazione contenuta nello Statuto del Comune di Perugia del 1279, dove all’articolo 509 “Qualiter eligantur potestas Castri plebis” si vietava nell’allora contado di Castel della Pieve la semina della pianta citata come grocum, ovvero croco, ai forestieri.
Il valore attribuito alla produzione di croco nel territorio pievese accrebbe poi nei secoli successivi, come documentano le dettagliate ordinanze emanate dalle autorità locali riguardo la coltura e la «ricolta di saffarano». Quest’ultima era severamente regolata negli Statuti della Gabella di Castel della Pieve del 1537-1539, i quali imponevano l’obbligo a chiunque raccogliesse zafferano nel suddetto distretto di denunciarne al Comune il quantitativo prelevato, ottemperando poi alla tassazione prevista entro e non oltre l’8 novembre. La grande attenzione rivolta alla produzione di zafferano nel comprensorio di Castel della Pieve era sicuramente legata all’uso dei pigmenti ricavabili dalla pianta, impiegati in modo particolare nella tintura di panni (lana, velluti e sete) e filati, di cui a lungo la città fu un importante centro produttivo.
Famosissimi erano infatti i panni e i damaschi di Città della Pieve e le preziose sete colorate con lo zafferano «che anche “il Perugino” pare utilizzasse per rendere in affresco l’inimitabile riflesso dorato dei tessuti tinti con quest’oro naturale» [Buseghin 2004: 77-79].
Il recupero e la reintroduzione dell’antica coltura si deve all’Agronomo Alberto Viganò che circa un trentennio fà impiantò nelle sue proprietà, situate nel comprensorio di Città della Pieve, alcuni bulbi di zafferano. Da questa esperienza derivarono altre coltivazioni condotte da alcuni agricoltori pievesi affascinati anch’essi dalle potenzialità produttive della spezia. Nel giugno 2002, con il forte sostegno dell’Amministrazione Comunale e della Comunità Montana Monti del Trasimeno, è stato costituito il Consorzio “Il Croco di Pietro Perugino Zafferano di Città della Pieve-Alberto Viganò” e sono stati registrati presso la Camera di Commercio di Perugia il marchio e logo.
Il Consorzio conta ad oggi 31 soci le cui aziende ricadono nella “Zona di Produzione” che si estende dall’alto Orvietano al Lago Trasimeno e che comprende per intero i terreni posti dei comuni di Città della Pieve, Paciano, Panicate, Piegaro, Monteleone d’Orvieto, Montegabbione, Fabro, Parrano, San Venanzo, Ficulle ed Allerona e per porzioni significative i territori comunali di Castiglione del Lago, Magione, Perugia, Marciano e Corciano.
Il Consorzio si è dotato, fin dalla sua costituzione, di un rigoroso Disciplinare di Produzione e segue i Soci nelle fasi produttive e di confezionamento della spezia. Quest’ultimo viene effettuato sotto lo stretto controllo del Consorzio, così da poter avere la tracciabilità del prodotto e garantire ai consumatori che lo Zafferano confezionato con il Marchio ed il Sigillo del Consorzio è esclusivamente quello prodotto dai Soci nella Zona di produzione.
Il Croco di Pietro Perugino-Zafferano di Città della Pieve è commercializzato esclusivamente in fili purissimi per garantire la sua autenticità e risulta di ottima qualità.
Il Consorzio è fortemente impegnato, tutto l’anno, in una azione di promozione dello Zafferano di Città della Pieve ed in stretta collaborazione con l’amministrazione Comunale, sempre molto attenta alla valorizzazione dei prodotti de territorio, organizza annualmente nella stessa cittadina, il terzo week-end di Ottobre, le “Giornate di valorizzazione dello Zafferano di Città della Pieve”, giunte quest’anno alla 10^ edizione.

Palazzo Orca – Via Veneto 1
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Città della Pieve (PG)
Tel. fax (+39) 0578 299375
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www.zafferanodicittadellapieve.it